Poveri circhi, che fine farà il numero dell'orso ballerino?
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Poveri circhi, che fine farà il numero dell'orso ballerino?

Siete mai andati al circo? E lì magari avete visto tigri o leoni saltare cerchi infuocati? Si? O no? Indipendentemente dalla risposta questo (a mio parere triste) spettacolo potrebbe ben presto sparire grazie alla proposta di legge (dal titolo Norme per la graduale dismissione dell’uso degli animali da parte dei circhi e per il sostegno allo spettacolo circense) presentata su iniziativa della parlamentare del Pdl Gabriella Giammanco, la quale tra l’altro ha ricevuto il sostegno della Lega Anti Vivisezione, dell’Ente Nazionale Protezione Animali e della stessa opposizione.

La proposta non punta a sopprimere il circo ma solo quello che utilizza animali selvaggi come forma di intrattenimento. Insomma si può attirare il pubblico grazie a numeri di magia, acrobazie, illusioni e clown, senza mettere nessun orso su un mono ciclo o senza farlo girare in tondo magari vestito in modo ridicolo. A grandi linee niente più finanziamenti provenienti dal Fondo Unico dello Spettacolo, istituito dalla legge 337/68, per i circhi che impiegano animali (gli altri dovranno documentare di non impiegarli per ricevere i contributi), divieto di ingresso in Italia per quelli che li utilizzano per le loro attività di spettacolo, vietata ogni ulteriore acquisizione di belve per le imprese circensi ed infine istituzione di una Commissione per la gestione delle bestie dismesse.

La proposta non è certo piaciuta a parte del mondo circense, che obietta di trattare con amore e professionalità i suoi animali. Questo potrebbe essere possibile ma chi spiega loro che non è certo bello vivere in gabbia per tutta la vita? Chi spiega loro il concetto di habitat naturale? Perché allora non provano a vivere rinchiusi per un pò di tempo? Insomma, certo sarebbe meglio pensare prima a far arrivare la gente a fine mese o ad evitare che crollino le scuole, ma provvedimenti come questi seppur marginali (ma che non vogliono censurare la libertà di pensiero) possano insegnare a rispettare meglio ciò che ci circonda, e quindi di riflesso gli altri essere umani, nonché possedere importanti riflessi educativi (possiamo imparare a non trattare come giocattoli o cose le altre creature).

La tendenza d’altronde va in questa direzione : in Europa sono almeno 15 i paesi che hanno proibito, totalmente o parzialmente, esibizioni circensi con gli animali, mentre ormai più della maggioranza dei circhi ha già rinunciato a queste forme di spettacolo. La stessa proposta, si sottolinea, non fa altro che recepire il sentimento popolare che critica e rinuncia a questo tipo di intrattenimento, che causa tra l’altro un danno in termini di immagine, popolarità e profitti.

Per concludere il legislatore probabilmente cerca di legiferare quanto appare nient’altro che un dato di fatto, una realtà già esistente ma come si dice Repetita iuvant, sopratutto per coloro che fingono o hanno poca voglia di ascoltare.

Il Gorgonauta.