In occasione del G8 dell’aquila il quotidiano inglese Guardian sorprende i suoi lettori (e non solo) :Italia esclusa dal G8 al termine della presente edizione in Abruzzo e sostituita con la Spagna. Per impegni mai rispettati e un’organizzazione dell’evento del tutto insoddisfacente, se non assente.
Il nostro paese infatti non avrebbe rispettato gli impegni internazionali assunti sul cambiamento climatico, sugli aiuti al continente africano (tanto da indurre l’ex segretario generale dell’Onu Kofi Annan a una dura lettera di protesta nei confronti del premier Berlusconi, si vocifera) e sull’ambizione di quest’ultimo di mediare sia sulla Russia che sull’Iran.
Candidata per la nostra sostituzione la Spagna, ormai con un maggior reddito pro capite e in grado di devolvere, in termini di percentuale del proprio Pil, aiuti al terzo mondo ben più consistenti di quelli italiani, tanto da meritarsi l’ingresso nel G8.
L’Italia inoltre verrebbe criticata per non aver saputo organizzare l’evento e non aver preparato un minimo di agenda del vertice, lasciando il complesso compito agli Stati Uniti. Sarebbero stati gli Sherpa (gli alti funzionari che pianificano temi ed iniziative del G8) americani, non quelli italiani, a pianificare il tutto e a mettere in contatto telefonico i vari leader e i loro staff.
Non mancano poi sui giornali stranieri le paure per nuove gaff del premier Berlusconi, su nuovi scandali riguardanti la sua vita personale in grado di imbarazzare i leader stranieri e le critiche per la decisione di portare con se il ministro Carfagna per “intrattenere” gli ospiti.
Il Governo ha immediatamente replicato all’articolo del Guardian parlando di “cantonata”, “sciocchezza” e definendo una ”buffonata” la notizia che gli Stati Uniti abbiano dovuto organizzare il vertice. Certo, si afferma, i loro sherpa si sono incontrati ma per discutere sul prossimo G20 e non certo di questo G8.
Deliri ed esagerazioni della stampa straniera o in realtà sotto sotto fondi di verità? Al di là della risposta, il G8 rappresenterà in ogni caso un’importante sfida sia per l’immagine del nostro paese all’estero sia per il mondo intero, chiamato ad affrontare (e risolvere) seriamente le sfide di oggi e del prossimo futuro. Che non sono solo di tipo finanziario (lasciando da parte la necessità di regolarizzare Internet, stramba idea del premier) ma anche di tipo climatico, sociale ed economico per eliminare povertà e diseguaglianze di questo pianeta malandato.