Wolfenstein.
Il Gorgonauta Il Gorgonauta

Wolfenstein.

Era il 1981 e un gioco dal titolo Castle Wolfenstein faceva la sua comparsa per Apple II, il primo personal computer prodotto su scala industriale. Alcuni anni dopo uscì Wolfenstein3D, lo sparatutto che rese celebre l’omonimo genere nel mondo dei pc e cambiò per sempre il mondo dei videogiochi.

wolfenstein3D

Lo ricordate? Il giocatore vestiva i panni del soldato americano William “B.J.” Joseph Blazkowicz, imprigionato dai nazisti nell’omonimo castello e aveva lo scopo di fuggire dalla prigione, sconfiggendo soldati e cani che popolavano i suoi machiavellici labirinti. Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti ma nel 2009 esce Wolfenstein, l’ultimo sparatutto in ordine cronologico dedicato alla celebre saga.

Agente Blazkowicz a rapporto!

Questa volta il caro B.J Blazkowicz, nonostante l’apparente età (e i necessari restyling), viene spedito nella cittadina di Eisenstadt per indagare su strani esperimenti che i nazisti stanno qui compiendo. Dopo aver contatto la resistenza creatasi in città contro le truppe occupanti tedesche e aver fatto saltare un treno pieno di strano materiale blu Blazkowicz sarà chiamato ancora una volta a sventare l’ultimo piano nazista di conquista del mondo.

Wolfenstein tuttavia non è il classico FPS sulla seconda guerra mondiale dove il proprio obiettivo si limita è conquistare il bunker di cemento armato sulla costa normanna o ripulire una base sotterranea in uno sperduta isola del pacifico. Sfruttando paranormale, esperimenti genetici e mezze verità storiche  il gioco infatti spedisce il giocatore in una realtà tutta propria, cara comunque alla saga iniziata nel 1981.

Il Potere del velo.

Oggetto degli esperimenti nazisti è il Velo, una dimensione alternativa dalla quale ottenere formidabili poteri e una nuova potentissima fonte di energia, quella del Sole Nero. Ed ora le SS tramite esperimenti e studi e utilizzando i poteri del velo si apprestano a creare una nuova razza di supersoldati.

wolfenstein supersoldato

Ma ad essere interessati al Velo non saranno solo le truppe naziste. Ad esse infatti si aggiungerà una società segreta chiamata l’alba d’oro, determinata a non concedere ai nazisti i poteri della nuova dimensione e sorta sulle ceneri della società Thule..

Benvenuti a Eisenstadt.

Blazkowicz, e quindi il giocatore, manterrà i contatti inoltre con la resistenza della cittadina di Eisenstadt, capitanata dalla combattiva Caroline Becker e con un gruppo di trafficanti di armi chiamati** Il mercato nero**. Entrambi si riveleranno essenziali, i primi per progredire nella trama, i secondi per potenziare e migliore le proprie armi, da quelle classiche del tempo come l’MP40 a quelle ottenute dai nazisti grazie agli esperimenti con il Velo.

Per ottenere questi potenziamenti Blazkowicz necessiterà di denaro, disponibile in ogni mappa che il giocatore si troverà ad affrontare. Sparsi per ogni ambiente di gioco infatti si troveranno sacchetti d’oro ed informazioni. Ma non solo..

L’agente Blazkowicz potrà infatti grazie al recupero di un medaglione entrare fin dall’inizio del gioco nella dimensione del Velo, utilizzarla a proprio vantaggio sia contro gli stessi nazisti come arma di offesa o di difesa sia per individuare passaggi e porte nascoste. Utilizzare i poteri che si hanno a disposizione grazie al Velo sarà molto utile per il giocatore che potrà appunto potenziarli tramite tomi sparsi per le mappe del gioco.

wolfenstein scena

Pallottole, creature e Nazisti!

Il giocatore affronterà normali soldati del Terzo Reich, supersoldati invisibili e/o potenziati e strane creature proveniente dalla dimensione del Velo. Talvolta occorrerà utilizzare qualche energia in più per abbattere l’immancabile boss di turno ma nel complesso la complessità di Wolfenstein è abbastanza ridotta, se non nel caso di isolati meccanismi o passaggi di gioco da risolvere con un pizzico di intelligenza.

Wolfenstein si rivela quindi un videogioco più che altro adatto all’intrattenimento e al divertimento, con l’obiettivo di sterminare il più alto numero possibile di crudeli nazisti. La varietà di nemici, ambientazioni ed armi a propria disposizione rende comunque accettabile la linearità dello sviluppo narrativo e delle azioni di gioco e il monotono suono di un fucile mitragliatore che spara proiettili a volontà . Wolfenstein si trasforma così in un videogioco non certo eccellente ma più che meritevole di essere, almeno, provato.