Miti e Verità dell'Abbronzatura
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Miti e Verità dell'Abbronzatura

A-a-abbronzatissima. E’ giugno inoltrato e con temperature che superano facilmente i 30 gradi, i più già si crogiolano al Sole. Ma quali sono i miti e le verità dell’abbronzatura?

Vitamina D e Raggi UV

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Oltre ad abbronzare arrossire le pallide carni della bella tedesca dell’ombrellone a fianco, i raggi solari hanno il pregio di attivare la produzione di Vitamina D, la quale, a sua volta, contribuisce alla salute delle ossa e del sistema immunitario. La dose minima efficace che vi serve per riempirvi di Vitamina D si ottiene dai 30 ai 45 minuti di esposizione al giorno. Bon. Starci di più non rivestirà le vostre ossa di adamantio né vi riempirà di energia come Daitarn.

E l’abbronzatura? Anche quella è una conseguenza diretta dell’esposizione ai raggi solari, ed in particolare a quelli ultravioletti (UV). Gli UV stimolano la produzione di melanina che a sua volta pigmenta la pelle, donando quel bel colore ambrato copertone che tanto piace a agli abbronzati. E’ ormai assodato che i raggi UV (tanto quelli del Sole quanto quelli dei lettini abbronzanti dei centri estetici) danneggino il DNA delle cellule. Recenti studi hanno dimostrato come l’abbronzatura altro non è che una risposta fisiologica a tale danneggiamento, il quale aumenta il rischio di sviluppare un melanoma. Ulteriore effetto di raggi UV è la distruzione del collagene nella pelle, con conseguente invecchiamento precoce della stessa. A far drizzare le antenne doveva averci già pensato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che nel 2009 ha dichiarato i raggi UV cargerogeno di classe I (la più alta) – per non parlare del rapporto dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, che lega forti esposizioni a raggi UV dovute ai lettini abbronzanti e l’aumento (75%) del rischio di sviluppare melanomi nei giovani (under 30).

Miti e Verità

Dopo l’infarinatura del precedente paragrafo, possiamo servire le verità e friggere i miti dell’abbronzatura.

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Chi è già abbronzato o ha la pelle scura non ha bisogno di proteggersi. Più falso dei soldi del Monopoli. Vero è che una pelle più scura aumenta il fattore di protezione, ma questo non evita i danni dei raggi UV, quindi se anche avete una carnagione scura o siete già abbronzati, proteggetevi. Per il vostro bene.

Solo i raggi UVB sono cancerogeni. Falso. I raggi UV sono suddivisi in tre gruppi, a seconda della lunghezza d’onda, dalla maggiore alla minore troviamo UVA, UVB e UVC. Gli UVC sono quelli a maggior energia, ma vengono schermati dall’atmosfera terrestre e non ci raggiungono. Il resto dei raggi UV che raggiunge la Terra è costituito al 5% dai raggi UVB (che vengono bloccati dall’ozono) e al 95% dagli UVA. L’OMS ha dimostrato che, benché con modalità diverse, sia i raggi UVA gli UVB sono cancerogeni.

Per non sviluppare melanomi non bisogna prendere il Sole. Senz’altro non esporsi al Sole diminuirebbe drasticamente le probabilità, ma come detto prima, il Sole è un componente essenziale per un corpo (e una mente) sana. Quel che fa la differenza è la dose. Uno studio dermatologico ha dimostrato come i maggiori rischi derivino sia da alte dosi di raggi UV assorbiti per brevi periodi – la tipica settimana al mare passata sotto il sole – che da basse dosiper lunghi periodi – chi lavora costantemente all’aperto. Come spesso accade, la giusta dose sta nel mezzo.

Sole, con moderazione

Il sole va preso con moderazione – ci sarà un perché se i beduini scorrazzano per il deserto bardati di tutto punto. Se volete prendere una bella abbronzatura fatelo in modo “ragionato”. Non esponetevi nelle ore più calde (11:30-14:30) quando i raggi arrivano in modo più diretto. Cappello e maglietta sono i vostri migliori alleati. Per il resto della giornata usate la crema solare.

E la cremeria?

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I “fatti” riguardanti le creme solari meriterebbero un post a parte, ma possiamo riassumerli in:

  1. attesa: per funzionare la crema deve essere assorbita. Aspettate almeno 15-30 minuti dopo l’applicazione per esporvi al Sole;

  2. ripetizione: non molti lo sanno, ma per massimizzare la protezione della crema è bene ripetere l’applicazione dopo 15-30 minuti dall’inizio dell’esposizione;

  3. attività: se nuotate, vi grattate o sudate molto, è bene tornare ad applicare la crema con le modalità esposte ai punti 1 e 2.

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Discorso a parte va fatto riguardo al fattore ed allo spettro di protezione. Il fattore di protezione dai raggi UV non cresce in modo proporzionale ma esponenzialmente. Cosa vuol dire? Per sommi capi che se una protezione 2 assorbe il 50% delle radiazioni UV, una 15 ne assorbirà il 93% e una 34 il 97%. Se state cercando di risparmiare, piuttosto che prendere una costosa protezione 50, che vi farà guadagnare un 1-2% di schermatura su una 30, prendete quest’ultima, ma assicuratevi di che sia ad ampio spettro, cioè che protegga sia dai raggi UVA che dagli UVB.

E voi avete qualche mito o verità da condividere riguardo a creme solari ed abbronzatura?