Addio Veltroni. Franceschini eletto nuovo segretario del PD.
Radio Rebelde Radio Rebelde

Addio Veltroni. Franceschini eletto nuovo segretario del PD.

“Non ce l’ho fatta a fare quel partito che sognavo, e chiedo scusa per non avercela fatta”.

Queste sono state le parole di Walter Veltroni dopo la sconfitta in Sardegna e la decisione di rimettere il mandato di segretario del PD. La questione fondamentale è capire se si tratta solo di un fallimento di una leadership o di tutto un progetto politico (Votate il sondaggio qui a destra).

La domanda da cui dobbiamo partire è tanto semplice quanto oscura; che cosa il PD?

Già ai tempi delle primarie scrissi che la mia paura era che il nuovo soggetto politico che si sarebbe formato da lì a poco non sarebbe stato altro che la fusione di due partiti (DS e Margherita). Purtroppo la storia mi ha dato ragione e il Partito Democratico ha mantenuto quella che era la caratteristica delle coalizioni di Centro-Sinistra, ovvero un insieme di viziati incollati alla poltrona che non fanno altro che litigare tra di loro mentre il paese sta andando al catafascio.

Personalmente non so dirvi che cosa sia il PD, ma posso dirvi cosa mi piacerebbe fosse.

Un partito riformista, ma non solo a parole ma anche nei fatti. Un partito a fianco dei lavoratori ma non succube dei sindacati. Un partito ecologico, non solo che rispetti l’ambiente ma che investa nelle energie rinnovabili che sono il vero futuro (e non il nucleare). Un partito tollerante che accolga gli immigrati e favorisca l’integrazione ma che garantisca la certezza della pena per chi viola le leggi dello Stato. Un partito laico, che rispetti la Chiesa ma che sia indipendente e non un burattino di questa. Un partito di giovani, si dice spesso che la realtà in cui viviamo oggi è in continua evoluzione di conseguenza anche la classe politica deve avere un continuo ricambio generazionale, non è possibile che dopo vent’anni la politica sia comandata sempre dalle stesse persone, che erano già vecchie vent’anni fa. Non mi sembra di aspirare ad un’utopia, ma purtroppo oggi come oggi non esiste un soggetto politico che risponda alle mie prerogative.

Veniamo ora a Veltroni. Sono stato il primo a criticarlo in seguito alle elezioni dello scorso Aprile, per l’atteggiamento troppo remissivo nei confronti di Berlusconi neanche si trovasse di fronte alla Madonna. Lo stesso Obama non le ha mandate a dire a Hillary Clinton durante le primarie Democratiche ed ora l’ha eletta Ministro degli Esteri.

Nonostante questo l’Italia ha perso l’unica persona di valore e di coraggio che il panorama italiano offriva (tra questi mettevo anche Fini, ma dopo la sottomissione a Berlusconi alle ultime elezioni, ha perso la mia stima). Infatti, l’unica vera riforma che si è vista nell’ultimo anno, la si deve a Veltroni che con la scelta di correre da solo ha semplificato e non poco la vita politica, consentendo all’attuale governo maggiore decisionismo che però sta sfruttando più che male pensando più agli interessi del suo leader (lodo Alfano insegna).

Anche le sue dimissioni sono da interpretarsi come un gesto di coraggio, per dare un segnale forte ai suoi colleghi di partito del tipo “ O la smettiamo di farci la guerra tra di noi o il partito muore!”

Intanto oggi si è svolta l’assemblea per stabilire la strategia del dopo-Veltroni. Due le alternative: affidare la guida all’attuale numero due, Dario Franceschini, oppure indire nuove elezioni primarie.

Ma al momento del voto la mozione per l’elezione oggi del segretario stravince. Aprendo la strada all’elezione di Franceschini. Speriamo a questo punto che vengano seguite le parole di Veltroni, “ non fate lui quello che avete fatto a me” e che coloro che non credono nel PD se ne vadano a sinistra o da Casini, non intralciando coloro che credono che un nuovo partito e una nuova politica possano esistere.